ESERCIZIO DI PREGHIERA 17

 ESERCIZIO DEL DISCERNIMENTO

DI PENSIERI, DI PAROLE, DI AZIONI

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Siamo abituati a distinguere il bene e il male, secondo una tradizione assodata che ci è stata consegnata.
Ma essa era da considerare solo come base per il discernimento, e non come un discernimento in sè, fatto e finito.
Per questo, riprendiamo ogni realtà della nostra giornata, e mettiamola in esame "radiografico" della coscienza, chiedendoci: questa realtà che vivo è di fronte sopratutto a me (quindi non buona), o di fronte sopratutto alla Verità, a Dio (quindi buona)?

Esempio:

LA PERSEVERANZA
---------------è bene o e male?...

Se sono io che la opero, per me e i miei fini (che affermerò sempre come buoni) non è altro che testardaggine, che non mi farà smuovere più dai miei modi di fare e di essere, con coseguenze disastrose: incapacità a accogliere il cambiamento e la revisione, difficoltà a una conversione effettiva e reale,...

Se la confronto con Dio, e la attesto come accoglienza della sua proposta, come risposta di fedeltà a Lui e ai modi e allo spirito di fare, di dire e di pensare che Lui mi suggerisce, allora diventa dono della perseveranza, e illumina il mio cammino e quello altrui.

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Per l'aiuto al discernimento, in quello che dico, che penso e che faccio, possiamo sempre porre a noi stessi questa domanda:
SIGNORE, TU VUOI (o: hai voluto) COSI'?

Oppure (riprendendo il salmista):
QUELLO CHE E'BENE/MALE AI TUOI OCCHI IO HO FATTO?

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Il discernimento è la base del cammino della meditazione, e nello stesso tempo ci aiuta a migliorare la nostra preghiera, e ad introdurci sempre meglio nell'esperienza della conversione quotidiana.

ESERCIZIO DI PREGHIERA 16

 ESERCIZIO DELLA PREGHIERA

CON LE PAROLE

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Lungo la giornata sentiamo e pronunciamo tante parole.
Proviamo a fine giornata a stendere (richiamandole con la memoria) su due colonne un po' di queste parole.
A sinistra, quelle positive (collegate a esperienze di questo tipo)
A destra, quelle negative.

Prendiamone alcune da quelle di sinistra, e componiamo una preghiera.

Facciamo una lista di una decina di quelle di destra, dalle meno gravi alle più gravi in negativo.

Facciamo una lista di dieci tra quelle di sinistra, da quelle meno preziose a quelle più preziose.

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Nelle prossime preghiere, riusciremo a evitare le negative e a coltivare quelle positive.

ESERCIZIO DI PREGHIERA 15

 ESERCIZIO DELLA PREGHIERA

"FANTASTICA"
AD OCCHI CHIUSI

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Esercizio semplice, e da subito accessibile a tutti, utilizzando il senso interno della fantasia.

Tenere chiusi gli occhi, dall'inizio alla fine dell'esercizio; non aprirli, e lasciare che la fantasia guidi e orienti la preghiera, nei sentimenti, nella mente e nel cuore.
Non scoraggiarsi al primo tentativo fallito e apparentemente inutile.
Una volta superati i primi tentativi di "rodaggio", apparirà la bellezza e la gioia di questa preghiera semplice e profonda, definita in modo appropriato come "fantastica".

ESERCIZIO DI PREGHIERA 14

 ESERCIZIO DI PREGHIERA

DAL "CARATTERE" ANIMALE
AL CARATTERE SPIRITUALE

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Scegliamo qualche animale.
Poniamo in evidenza nella sua identità l'aspetto positivo e quello negativo.
Applichiamoli nella preghiera a Dio, chiedendo di evitare di avere un carattere negativo e di avere invece quello positivo di quell'animale scelto.

Esempi:

PESCE
+ : silenzio, mobilità,...
- : mutismo, paura,...

ORSO
+ CURA DEI PICCOLI,...
- AGGRESSIVITA',...

LEONE
+ Coraggio, forza,...
- pericolosità,...

GATTO
+ Compagnia
- Capricciosità

Applichiamo alla preghiera:
Ti chiedo, Signore, di avere il coraggio del leone nella fede, di non avere la paura del coniglio,...

ESERCIZIO DI PREGHIERA 13

 ESERCIZIO DI PREGHIERA BIBLICA

COLLEGATO AL SACRAMENTO
DELLA
RICONCILIAZIONE

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Prendo la Bibbia.
Apro a caso una pagina, qualunque.
Leggo una facciata, un brano qualunque che capita.
Metto in scritto le mie impressioni in positivo (quello che mi ha colpito, che mi piace, che fa sintonia in me,...) e quelle in negativo (dubbi, difficoltà, chiarimenti,...).

Nella mia prossima Confessione, oltre alla solita accusa, cerco di evidenziare con il confessore queste sottolineature.

Mi accorgo di entrare in una riconciliazione più viva, fondata sulla Parola di Dio (e non solo sulla mia coscienza esaminata da me), valorizzando il sacramento non come atto magico, ma come uno strumento efficace per il cammino.

Passo dalla dimensione soggettiva alla valorizzazione oggettiva del sacramento, con un confronto più ampio e oltre la mia visione.

Passo da una dimensione di Confessione a sè, a quella di una riconciliazione attraverso la Direzione Spirituale, che orienta e apre il percorso alle nuove risorse bibliche della Parola.

Il sacramento si fa preghiera e meditazione con l'aiuto della Parola.

La Bibbia, da letta personalmente e soggettivamente (grande pericolo), viene riletta nel contesto della Chiesa, e nell'atto efficace e verificante del Sacramento.

Da azione prima anzitutto sul peccato, entro ora soprattutto nella dimensione dell'azione con la grazia e sulla grazia.

ESERCIZIO DI PREGHIERA 12

 ESERCIZIO DI ESAME DELLA COSCIENZA


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Al termine della giornata, rivedo le cose più importanti che ho compiute, e mi chiedo: di fronte a Dio, questa cosa che ho vissuto, è piaciuta?
Se sì, perchè?
Se no, perchè?
Quale modalità posso accrescere, quale posso evitare, secondo Dio, in quelle cose che ho fatto?
Cosa Dio avrebbe fatto volentieri con me, in questa giornata, in quello che ho fatto?
Cosa Dio non avrebbe fatto volentieri con me, in questa giornata?
Con chi mi avrebbe chiesto di andare e di stare, chi mi avrebbe chiesto di evitare come compagnia?
Dove Dio mi avrebbe chiesto di andare oggi?
Sono o no andato?
Dove mi avrebbe chiesto di non andare?
Sono o no andato?
Quando ho perso l'occasione di incontrare meglio me stesso, oggi?
E quando gli altri?
E quando Dio?
Quando ho colto l'occasione per incontrare Dio?
Quando ho colto l'occasione per incontrare l'altro?
Quando ho colto l'occasione per incontrare me stesso?

ESERCIZIO DI PREGHIERA 11

 ESERCIZIO DEL SILENZIO ATTIVO


COSE E PERSONE CHE PARLANO DI DIO

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Cose e persone che incontro sul mio cammino, che apparentemente e superficialmente non dicono nulla.
Ma se ascolto meglio, la mia coscienza attiva un silenzio di ascolto in esse: esse mi parlano di me, e di Dio; e attraverso esse io parlo con Dio e lo ascolto.

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Esempi:

- Una scatola chiusa -

Conservare dentro di me una realtà è utile, ma Tu Signore mi chiedi di aprire quella scatola, e prendere le cose utili e me, a Te, a tutti.
La tua Parola "rompe le scatole" al mio agire troppo comodo, accomodante e conservante delle cose tali e quali.
Quella scatola è il mio cuore.
Quella scatola è come un tabernacolo della coscienza, che devo saper chiudere e saper aprire con prudenza, rispetto, attenzione.

- Un tavolo -

Sedermi a un tavolo per dialogare, per condividere il cibo materiale e morale con il mio prossimo, al tavolo eucaristico per condividere con Te.
Stare uno di fronte all'altro è fatica, se non è solo per il piacere, ma per crescere insieme.
Siediti accanto a me, Signore, anzi, di fronte.
Ma forse ci sei già, e non me ne accorgo ancora, chiunque, oggi, troverò seduto al tavolo della mia vita.

- Un dolore -

Un dolore che si protrae, e mi fa volgere sempre più lo sguardo su me, sui miei problemi di salute; dimenticando l'altro, il mondo, e Te.
Dimentico che Tu sei qui, in questo dolore, e esso è il segno di Te.
Cosa mi vuoi dire in questo dolore, Signore?
Forse che anche tu stai soffrendo ora non solo come me, ma con me?
Con tutti i dolori?

- Incontro -

Quel signore non mi ha salutato.
Ma che cosa io ho fatto verso di lui?
Aspettavo che lui mi salutasse.
E perchè non ho iniziato io a porre un segno, un cenno di saluto?
Perchè aspetto sempre che Dio mi parli, che si faccia avanti, e invece non accenno io a un invito?
Dio è invadente o no?
Aspetta il mio saluto, o forse è già Lui nel mio sentirmi a disagio a farmi capire che mi aveva salutato, e io ero distratto?

- Funerale -

Quante realtà muoiono in me e attorno a me!
Quante realtà faccio morire!
Forse faccio morire anche Dio nel mio fare, nel mio dire, nel mio pensare.
Dove?
Quando?
Perchè?
Aiutami, Signore, a far risuscitare le realtà morte di me, attorno a me, di Te.
Aiutami a fare le cose come se fosse la prima, l'unica e l'ultima volta che le vivo.
Come cambiano quelle cose!